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Matteo 5, 1- 7,29
Matteo - Capitolo
5
[1]Vedendo
le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. [2]Prendendo allora la
parola, li ammaestrava dicendo:
[3]«Beati
i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
[4]Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
[5]Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
[6]Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
[7]Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
[8]Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
[9]Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
[10]Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
[11]Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. [12]Rallegratevi
ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
[13]Voi
siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con
che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad
essere gettato via e calpestato dagli uomini.
[14]Voi
siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città
collocata sopra un monte, [15]né si accende una lucerna
per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché
faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. [16]Così
risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei
cieli.
[17]Non
pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non
son venuto per abolire, ma per dare compimento. [18]In
verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra,
non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che
tutto sia compiuto. [19]Chi dunque trasgredirà uno solo
di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare
altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi
invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato
grande nel regno dei cieli.
[20]Poiché
io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli
scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
[21]Avete
inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà
ucciso sarà sottoposto a giudizio. [22]Ma io vi dico:
chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a
giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al
sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della
Geenna.
[23]Se
dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, [24]lascia lì
il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il
tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
[25]Mettiti
presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con
lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice
alla guardia e tu venga gettato in prigione. [26]In
verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato
fino all'ultimo spicciolo!
[27]Avete
inteso che fu detto: Non commettere adulterio; [28]ma
io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel suo cuore.
[29]Se
il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e
gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,
piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. [30]E
se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e
gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,
piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
[31]Fu
pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di
ripudio; [32]ma io vi dico: chiunque ripudia sua
moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio
e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
[33]Avete
anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma
adempi con il Signore i tuoi giuramenti; [34]ma io vi
dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il
trono di Dio; [35]né per la terra, perché è lo
sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché
è la città del gran re. [36]Non giurare neppure
per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o
nero un solo capello. [37]Sia invece il vostro parlare
sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
[38]Avete
inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; [39]ma
io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote
la guanciadestra, tu porgigli anche l'altra; [40]e a chi
ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia
anche il mantello. [41]E se uno ti costringerà a fare un
miglio, tu fanne con lui due. [42]Dà a chi ti domanda e a
chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
[43]Avete
inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il
tuo nemico; [44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e
pregate per i vostri persecutori, [45]perché siate figli
del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i
malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli
ingiusti. [46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale
merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? [47]E
se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di
straordinario? Non fanno così anche i pagani? [48]Siate
voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Matteo - Capitolo
6
[1]Guardatevi
dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per
essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso
il Padre vostro che è nei cieli. [2]Quando dunque fai
l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli
ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli
uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro
ricompensa. [3]Quando invece tu fai l'elemosina, non
sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, [4]perché
la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenserà.
[5]Quando
pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando
ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere
visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la
loro ricompensa. [6]Tu invece, quando preghi, entra nella
tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e
il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
[7]Pregando
poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di
venire ascoltati a forza di parole. [8]Non siate dunque
come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno
ancor prima che gliele chiediate. [9]Voi dunque pregate
così:
Padre nostro che sei nei
cieli,
sia santificato il tuo nome;
[10]venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
[11]Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
[12]e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
[13]e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
[14]Se
voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre
vostro celeste perdonerà anche a voi; [15]ma se voi non
perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le
vostre colpe.
[16]E
quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli
ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini
che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro
ricompensa.
[17]Tu
invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, [18]perché
la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel
segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
[19]Non
accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine
consumano e dove ladri scassinano e rubano; [20]accumulatevi
invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e
dove ladri non scassinano e non rubano. [21]Perché là
dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
[22]La
lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro,
tutto il tuo corpo sarà nella luce; [23]ma se il tuo
occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la
luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
[24]Nessuno
può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o
preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio
e a mammona.
[25]Perciò
vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che
mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello
che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo
più del vestito? [26]Guardate gli uccelli del cielo: non
seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre
vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? [27]E
chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora
sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate per il
vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano
e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone,
con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora
se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà
gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca
fede? [31]Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa
mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di
tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro
celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate
prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi
saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per
il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A
ciascun giorno basta la sua pena.
Matteo - Capitolo
7
[1]Non
giudicate, per non essere giudicati; [2]perché col
giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con
la quale misurate sarete misurati. [3]Perché osservi la
pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi
della trave che hai nel tuo occhio? [4]O come potrai dire
al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio,
mentre nell'occhio tuo c'è la trave? [5]Ipocrita, togli
prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere
la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
[6]Non
date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti
ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si
voltino per sbranarvi.
[7]Chiedete
e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; [8]perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà
aperto. [9]Chi tra di voi al figlio che gli chiede un
pane darà una pietra? [10]O se gli chiede un pesce, darà
una serpe? [11]Se voi dunque che siete cattivi sapete
dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che
è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!
[12]Tutto
quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a
loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
[13]Entrate
per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via
che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per
essa; [14]quanto stretta invece è la porta e angusta la
via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la
trovano!
[15]Guardatevi
dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma
dentro son lupi rapaci. [16]Dai loro frutti li
riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai
rovi? [17]Così ogni albero buono produce frutti buoni e
ogni albero cattivo produce frutti cattivi; [18]un albero
buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo
produrre frutti buoni. [19]Ogni albero che non produce
frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [20]Dai
loro frutti dunque li potrete riconoscere.
[21]Non
chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli,
ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. [22]Molti
mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi
profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto
molti miracoli nel tuo nome? [23]Io però dichiarerò loro:
Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di
iniquità.
[24]Perciò
chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è
simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla
roccia. [25]Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non
cadde, perché era fondata sopra la roccia. [26]Chiunque
ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a
un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. [27]Cadde
la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si
abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu
grande».
[28]Quando
Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del
suo insegnamento: [29]egli infatti insegnava loro come
uno che ha autorità e non come i loro scribi.
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CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
PARTE SECONDA
LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO
SEZIONE SECONDA
«I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA»
CAPITOLO SECONDO
I SACRAMENTI DI GUARIGIONE
ARTICOLO 4
IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE
III. La conversione dei battezzati
1427 Gesù
chiama alla conversione. Questo appello è una componente
essenziale dell'annuncio del Regno: « Il tempo è compiuto e il
regno di Dio è ormai vicino; convertitevi e credete al Vangelo »
(Mc 1,15). Nella predicazione della Chiesa questo invito
si rivolge dapprima a quanti non conoscono ancora Cristo e il
suo Vangelo. Il Battesimo è quindi il luogo principale della
prima e fondamentale conversione. È mediante la fede nella Buona
Novella e mediante il Battesimo10 che si rinuncia al
male e si acquista la salvezza, cioè la remissione di tutti i
peccati e il dono della vita nuova.
1428 Ora,
l'appello di Cristo alla conversione continua a risuonare nella
vita dei cristiani. Questa seconda conversione è un
impegno continuo per tutta la Chiesa che « comprende nel suo
seno i peccatori » e che, « santa insieme e sempre bisognosa di
purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al
suo rinnovamento ».11 Questo sforzo di conversione
non è soltanto un'opera umana. È il dinamismo del « cuore
contrito »12 attirato e mosso dalla grazia13 a
rispondere all'amore misericordioso di Dio che ci ha amati per
primo.14
1429 Lo
testimonia la conversione di san Pietro dopo il triplice
rinnegamento del suo Maestro. Lo sguardo d'infinita misericordia
di Gesù provoca le lacrime del pentimento15 e, dopo
la risurrezione del Signore, la triplice confessione del suo
amore per lui.16 La seconda conversione ha pure una
dimensione comunitaria. Ciò appare nell'appello del
Signore ad un'intera Chiesa: « Ravvediti! » (Ap 2,5.16).
A proposito delle due
conversioni sant'Ambrogio dice: « La Chiesa ha l'acqua e le
lacrime: l'acqua del Battesimo, le lacrime della Penitenza ».17
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