Messaggi di panoramica Gesù Bambino
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Apparizione di San Michele Arcangelo Sievernich, martedì 18 febbraio 2025
 

Nel cielo sopra di noi vedo librarsi un grande globo di luce dorata, accompagnato da un globo di luce dorata più piccolo. Una luce bellissima scende verso di noi. Il grande globo si schiude e dalla sua luce emerge San Michele Arcangelo. È vestito in bianco e oro, come un soldato romano, e indossa un mantello rosso da Generale. Nella mano sinistra vedo il suo scudo. Sullo scudo vedo la pianta di giglio che ho descritto più volte. Nella mano destra tiene la spada, che ora alza verso il cielo e che diventa una spada fiammeggiante. San Michele Arcangelo ha sul capo la corona principesca, ornata da un rubino nella parte anteriore. Guardo i suoi piedi e vedo che calza sandali romani d'oro.

San Michele Arcangelo dice:

“Vi benedica Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo! Amen. Quis ut Deus! Io sono il Santo Arcangelo Michele e vengo a voi dal Trono del Signore. Appaio per condividere con voi la grazia e l'amore del Signore. Sono il Guerriero del Prezioso Sangue di Cristo. Cercate il vostro rifugio nel Suo Sangue Prezioso! Pregate molto per la pace! Pregate molto! Satana vuole sedurvi... condurvi verso una grande guerra. Il tempo della tribolazione prevale ancora, ma voi entrerete in un tempo nuovo. Appaio perché possiate comprendere che questa guerra non riguarda la spartizione di Paesi, ma i valori della fede cristiana. Nel nuovo tempo, i Comandamenti del Signore saranno osservati e l'uomo si renderà conto che il peccato culmina sempre nella guerra. La vita sarà rispettata e non più disprezzata, perché Dio è il Dio della vita e non della morte. L'uomo riconoscerà che le leggi che consentono di uccidere i bambini non ancora nati lo hanno portato alla distruzione. Ora guarda!”.

San Michele Arcangelo mi mostra come deve essere allestito il luogo della sua apparizione.

Mi dice: “Ora guarda attentamente!”.

San Michele Arcangelo mi mostra il globo terrestre e una nuova Europa cristiana, molto più grande e diversa dall'Europa di oggi. Mi dice:

“Così sarà nel nuovo tempo”.

Io reagisco con stupore.

Prosegue mostrandomi che il corpo celeste che cadrà dal cielo, che la Madre di Dio mi aveva già mostrato il 7 ottobre 2002, cadrà nell'Atlantico settentrionale, a nord del Sud America. Non mi è stato detto né mostrato il momento.

San Michele Arcangelo dice:

“Ricordate che il tempo della tribolazione, con tutto ciò che soffrite, è limitato! Pregate molto per la mitigazione del Castigo. Ricordate che è riposto tutto nelle vostre mani oranti; potete chiedere qualsiasi cosa a Dio: mettetevi in ginocchio e pregate per la misericordia del Signore!".

A questo punto si schiude il globo di luce più piccolo, da cui emerge Santa Giovanna d'Arco. Indossa un'armatura d'oro ed ha lo stendardo con il simbolo IHS e due gigli. Ci dice:

“Amati della Croce, pregate molto e pregate con il cuore! Il Re della Misericordia vi dona la Sua grazia”.

Ora vedo che Santa Giovanna d’Arco tiene lo stendardo nella mano destra e la mano sinistra è avvolta da una luce. Vedo, quindi, il Calice di Valencia (la coppa di agata con cui Gesù celebrò l'Ultima Cena) sospeso sopra la sua mano sinistra, completamente immerso nella luce.

Santa Giovanna d'Arco dice:

“Puoi leggere a chi appartiene questo calice!”.

Chiedo: “Sì, a chi appartiene?”.

Santa Giovanna d'Arco dice:

“Appartiene al Misericordioso! Appartiene a nostro Signore Gesù Cristo, che appare come il Re della Misericordia. Diventate anche voi vasi di misericordia! Questo è il desiderio del Signore. Abbiate coraggio e vivete la fede cattolica. Non perdetevi nello spirito del tempo. Io ho offerto me stessa per il cristianesimo. In un nuovo tempo, in cui l'uomo accoglie l'amore di Dio e vive con amore, sorgerà un'Europa cristiana. Pregate molto per questo. Pregate per il vostro Paese, dove imperversa lo spirito del tempo. Io prego per voi e per il vostro Paese presso il Trono del Signore!”.

Santa Giovanna d'Arco abbassa ora lo stendardo verso la sua reliquia. Le dico che so che è la sua reliquia.

Ora sopra la spada di San Michele Arcangelo, che questa volta è una spada fiammeggiante, vedo la Vulgata, la Sacra Scrittura. Vedo il passo biblico aperto da una mano invisibile: Lettera ai Romani 9, 14-29:

“Che diremo dunque? C'è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente! Egli infatti dice a Mosè:

Userò misericordia con chi vorrò,
e avrò pietà di chi vorrò averla.

Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia. Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra. Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole

Mi potrai però dire: «Ma allora perché ancora rimprovera? Chi può infatti resistere al suo volere?». O uomo, tu chi sei per disputare con Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: «Perché mi hai fatto così?». Forse il vasaio non è padrone dell'argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare? Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, già pronti per la perdizione, e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso vasi di misericordia, da lui predisposti alla gloria, cioè verso di noi, che egli ha chiamati non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani, che potremmo dire?

Esattamente come dice Osea:

Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo
e mia diletta quella che non era la diletta.
E avverrà che nel luogo stesso dove fu detto
loro:
«Voi non siete mio popolo»,
là saranno chiamati figli del Dio vivente.

E quanto a Israele, Isaia esclama:

Se anche il numero dei figli d'Israele
fosse come la sabbia del mare,
sarà salvato solo il resto;
perché con pienezza e rapidità
il Signore compirà la sua parola sopra la terra.

E ancora secondo ciò che predisse Isaia:

Se il Signore degli eserciti
non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo divenuti come Sòdoma
e resi simili a Gomorra.”

San Michele Arcangelo dice:

“Ancora una volta vi dico: Pregate molto! Pregate molto per la pace e per i vostri Paesi! Dio donerà la Sua misericordia, il Suo amore, la Sua salvezza. La donerà a coloro che lo amano con tutto il cuore e vivono nei Santi Sacramenti! È importante che vi santifichiate in questo tempo e che viviate nella grazia santificante! Egli viene a voi con lo scettro della Sua misericordia, comprendetelo bene. Le anime indurite seguiranno il cammino della Sua giustizia. Pregate per queste anime! La vostra preghiera non andrà perduta. Ma a voi dico: lasciate che i vostri cuori diventino vasi di misericordia, vasi del Re della Misericordia! Ho guardato i malati e i sofferenti e li benedico.”

San Michele Arcangelo ci benedice e aggiunge:

“Ricordate che quest'anno è l'anno della grande decisione”.

Chiedo: “per la pace?”

San Michele Arcangelo mi dice che non è un anno decisivo solamente per la pace, ma anche per la Chiesa. Desidera la seguente preghiera:

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio, contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

Dice San Michele Arcangelo:

“Ricorda: nonostante tutto ciò che accade, le porte dell'inferno non distruggeranno la Chiesa Cattolica! Quando tutto sembrerà perduto, arriverá la vittoria di Cristo! Amen”.

San Michele Arcangelo e Santa Giovanna d'Arco salutano, tornano alla luce e scompaiono.

 

Questo messaggio è reso noto senza voler anticipare il giudizio della Chiesa Cattolica

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Si prega di meditare il passo biblico citato nel messaggio.


Sievernich - Messaggio di S. Michele Arcangelo
e S. Giovanna d'Arco - 18 febbraio 2025

 

Il Calice del Misericordioso

Durante l'apparizione di San Michele Arcangelo e di Santa Giovanna d'Arco, il 18 febbraio 2025, Manuela ha visto il Sacro Calice di Valencia brillare come il fuoco e ha appreso che era scritto che questo calice apparteneva al “Misericordioso”, cioè al “Signore della Misericordia”. Per Manuela, questa affermazione non aveva altro significato se non quello di confermare che il “Santo Caliz” era davvero il calice dell’Ultima Cena di Gesù. Per me, invece, questa affermazione è stata davvero rivelatrice, perché doveva essere presa alla lettera!

Manuela aveva visto il Santo Caliz solo una volta, quando lei e suo marito visitarono la Cattedrale di Valencia durante una vacanza in Spagna negli anni Novanta. Lì, il tradizionale calice dell’Ultima Cena di Gesù è venerato nella sua cappella, dietro un vetro blindato sopra l'altare. All'epoca non era in grado di riconoscere alcun dettaglio.

Tuttavia, alla base del Santo Caliz, che è in onice, è incisa un'iscrizione misteriosa, che gli esperti non riescono a capire se si tratti di cufico (arabo antico), aramaico o di una variante dell'ebraico. Poiché tutte e tre le scritture hanno la stessa origine, ci sono accese discussioni tra gli esperti sulla sua interpretazione.

                         La misteriosa iscrizione sul Santo Caliz

Nel Medioevo l’iscrizione sembra essere stata interpretata come cufica e trascritta in A-L-B-S-T-S-L-J-S, come ha dimostrato l'arabista Hans-Wilhelm Schäfer. Con l'aggiunta delle vocali, che non si scrivono nelle lingue semitiche, risultava Al-labsit as-silis, che Wolfram von Eschenbach tradusse con lapsit exillis o lapis ex stellis, “pietra delle stelle”, probabilmente perché pensava che la pietra splendente, in realtà agata, fosse un meteorite o una “pietra di una stella”.

L'interpretazione più recente del Prof. Gabriel Songel dell'Università Politecnica di Valencia, invece, legge i caratteri come una variante dell'ebraico e li interpreta come “Yoshua Yahweh”, “Gesù è Dio”.

Ma forse entrambi si sbagliano. Perché il sacerdote domenicano Lemoine O.P. dell'Ecole Biblique di Gerusalemme, noto esperto di lingue orientali, già nel 1972 riteneva che l’Iscrizione fosse in arabo “al-Rahim”, che significa niente meno che “Il Misericordioso”.

Per questo motivo, l'arcidiocesi di Valencia ha indetto un pellegrinaggio al “Cáliz de la Misericordia”, il “Calice della Misericordia”, nel 2015/16 in occasione dell'Anno Santo straordinario della Misericordia. Naturalmente, c'è solo una giustificazione per conferire al Santo Caliz questo titolo: era davvero il “Calice del Misericordioso”, il Re della Misericordia, proprio come è inciso sulla sua base.

Michael Hesemann